Vita di S.Ludovico
S. Luigi IX, re di Francia, nacque il 25 aprile
A questo giovane principe la mamma procurò di ispirare fin dalla prima infanzia
un singolare amore alla virtù e un grande orrore per il peccato, ripetendogli
spesso quelle celebri parole: “Figliolo mio, vorrei piuttosto vederti morto, anzichè macchiato di un sol peccato mortale e in disgrazia
di Dio”. Questa massima fece così grande impressione sul cuore di Luigi che se
ne ricordò per tutta la sua vita.
Giunto alla maggiore età, venne consacrato e coronato
re di Francia e Luigi riguardò poi sempre la sua consacrazione non come una
semplice cerimonia, ma come un impegno e un obbligo che egli assumeva davanti a
Dio e agli uomini di far regnare Gesù Cristo in tutti i suoi stati.
Gluidato da maestri dotati di pietà e di scienza,
Luigi arrivò alla giovinezza così serio e dedito ai
suoi doveri, così pio e virtuoso, che pareva immune da ogni passione. Semplice
e modesto curava di conciliarsi il rispetto del popolo non tanto con il fasto
esteriore, quanto con le opere buone e con un buon governo.
Per riempirsi la mente e il cuore di massime sante e di elevati sentimenti egli
leggeva continuamente
In lui il valore si congiungeva alla pietà, senza nulla perdere del suo
splendore.
Nell'anno 1244 fu sorpreso da un’ardentissima febbre per cui tutto il popolo, dolente, offrì a Dio fervide
preghiere, ottenendone la guarigione. Guarito, volle di persona guidare una
crociata per la liberazione della Terra Santa.
Sbarcato in Egitto, presso la città di Damietta,
attaccò i Saraceni e li vinse: ma iniziata la marcia verso l’interno, una
terribile pestilenza decimò l'esercito crociato e colpì lo stesso sovrano.
Assalito nuovamente dai Turchi, venne facilmente
sconfitto e fatto prigioniero.
Venuto a patti con il vincitore, potè liberare gran
parte dei suoi soldati, soccorrere i feriti e proseguire come pellegrino per
Ma a Tunisi una nuova epidemia colpì l’esercito e lo stesso re, sentendosi
morire, domandò gli ultimi Sacramenti. Fattosi poi adagiare sopra un letto
coperto di cenere e cilicio, con le braccia incrociate sul petto, spirò
pronunziando le parole: “Entrerò nella tua casa, o Signore, ti adorerò nel tuo
tempio santo e glorificherò il tuo nome”. Era il 25 agosto del 1270.