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Come ogni anno ecco la relazione scritta dal nostro Ministro Mauro Mancini. 
RELAZIONE ANNUALE 2009 – 2010
Fratelli e Sorelle carissimi, il Signore ci doni la sua pace. Sono al termine del mio mandato; quest’assemblea sancirà il rinnovo del Consiglio della nostra cara Fraternità. Abbiamo probabilmente le idee un po’ piu’ chiare sul lavoro da svolgere nel prossimo futuro. Per questo, non presenterò numeri, ruoli e programmi, piuttosto, tenterò di fornire stimoli, proporre ed indicare percorsi che, sulla scorta delle conoscenze sin qui acquisite, credo necessari. In questi tre anni la Fraternità ha camminato insieme: “Unità”, ogni giorno che passa ne comprendiamo il valore vitale, vitalizzante; con certezza, possiamo riconoscerla come dono prezioso del Signore che, con una “TIGNA” ben superiore alla nostra, ha voluto affidarci un futuro nel quale evidentemente vuole fare affidamento sulla collaborazione di questi poveri cristiani, francescani secolari. Lui sa cosa è in noi, ci chiede di impegnarci, portando ciascuno una pietra, non per caso la nostra Fraternità si chiama “San Damiano”; chi può ne porti anche due. Ancora fatichiamo a gustarne l’essenza, dobbiamo scuoterci rispondendo in maniera decisa al Signore come fece Francesco, nostro modello e rispondere: “Signore che vuoi che io faccia ? eccomi”. Tutti attendono da noi Francescani una presenza piu’ incisiva, come uomini, donne, cristiani che operano nel mondo, con l’impegno di applicare la “Regola” professata, giorno per giorno, in famiglia, lavoro, fraternità, nella vita di tutti i giorni con il prossimo. Sapete come in quest’ultimo anno abbia particolarmente insistito sul ruolo centrale ed esclusivo che ha per noi la Fraternità. Questi Fratelli che il Signore ha voluto darci sono un dono prezioso, sono la luce, il sale, la Sua essenza, una buona palestra per conoscersi a fondo e collocare Cristo al centro del nostro vivere ed operare. A volte ci sembra di uscire sconfitti, quando nonostante l’impegno non riusciamo a far comprendere al Fratello quanto bene gli vogliamo. Ricordiamoci che è Lui che ci ha chiamati, quindi non perdiamo la fiducia, sicuramente saprà farci incontrare e scoprire. Se un fratello, decidesse di prendere un’altra strada non sentiamoci feriti nell’orgoglio, amiamolo piu’ di prima, pensiamo che forse il Signore ha deciso di guidarlo verso un’altra strada a lui piu’ confacente. Ritornando alla nostra Fraternità ricordiamo che è il luogo della nostra vocazione, disponibilità, entusiasmo, fiducia, comprensione, amore; è da essa che nasce la forza per vivere la nostra missione. Comprenderemo il ruolo centrale della Fraternità solo se riusciremo a mettere al centro del nostro vivere Cristo. Senza tutto ciò perderemo la nostra identità, la nostra essenza, morendo spiritualmente. Essere umili significa riconoscere che ciò che abbiamo non è merito nostro ma dono del Signore. Lo Spirito Santo ci aiuta lungo il cammino, ci soccorre nei momenti difficili, ci aiuta a rinunciare al nostro io per il bene e l’amore degli altri. Posso affermare che quanto fatto fino ad ora è servito a rafforzarci come fratelli; da qui in avanti la Fraternità dovrà aprirsi all’esterno per donare quanto di buono è in lei, dare agli altri la possibilità di incontrarlo, scoprirlo, amarlo. Non dimentichiamo mai che a noi è richiesto di “essere e non di apparire”. Cerchiamo di incontrare il lebbroso, si il nostro lebbroso, ciascuno ha il suo, con umiltà, senza scandalizzarci della nostra pochezza, dei nostri limiti. La nostra testimonianza è importante perché dà agli altri il coraggio di affermare d’essere cristiani, di amare, di fare ciò che è giusto per il prossimo con coerenza e fede. In tutto ciò è determinante l’amore, la comprensione, l’aiuto reciproco dei fratelli. Lo studio della Regola e delle Costituzioni è importante per conoscere e comprendere il regalo d’amore che il Serafico S. Francesco ha voluto donare a tutti noi, suoi umili seguaci, gli insegnamenti del Vangelo, i mezzi per applicarlo nella vita di tutti i giorni. La formazione quindi deve essere continua altrimenti si dà tutto per scontato, si rischia di inaridire nuovamente come cristiani e come francescani. Oso affermare che lo studio rende piu’ sensibili, disponibili, ci aiuta a volare alti, liberi dai nostri interessi, ad avere la capacità di vedere con la coscienza, applicare con amore e determinazione il messaggio che il Padre dà a ciascuno di noi. La Vergine Beatissima Santa Maria, protettrice della nostra Fraternità ci accompagna nel nostro cammino, ci aiuta a crescere nel servizio. Ciascuno di voi, Fratelli e Sorelle, mi ha fatto comprendere quanto difficile, impegnativo ma meraviglioso sia stato scoprirvi giorno per giorno, servirvi con letizia e amore. Il Signore, il Serafico padre Francesco mi hanno fatto incontrare persone incredibili, veri testimoni, con una grandissima ricchezza interiore, che nella loro semplicità dimostrano la portata del Suo amore. Ringrazio mia moglie, la mia famiglia, per essere stata sempre al mio fianco comprendendo e accettando gli impegni che riducevano la mia presenza a casa. Voglio ricordare le parole del Serafico Padre, che giunto alla fine della sua vita, disse ai suoi fratelli:
“Iniziamo a fare qualcosa perché fino ad ora non abbiamo fatto niente”.
Pace e bene. Mauro mancini Ministro Fraternità - O.F.S. San Damiano Clicca qui per aprire il documento originale. |