Annunci

Giovedì 2 Settembre alle ore 18,30 avrà luogo, presso il Monastero delle Clarisse, l'incontro periodico sulla Regola e le Costituzioni dell'Ordine Francescano Secolare. Tutti possono partecipare.
 
powered_by.png, 1 kB

Home
La Festa della Divina Misericordia: una festa voluta da Gesł

Image

Domenica 19 Aprile, festa della Divina Misericordia. 

E' la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina  nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: "Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia" (Q. I, p. 27). Negli anni successivi - secondo gli studi di don I. Rozycki - Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.

La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore" (Q. I, p. 46). Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.

Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre" (Q. II, p. 345).

La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che "elargirà grazie di ogni genere" (Q. II, p. 294).

Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:

- che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;

- che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina (Q. II, p. 227) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.

"Sì, - ha detto Gesù - la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta" (Q. II, p. 278).

La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse:

- "In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene" (Q. I, p. 132) - ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: "la remissione totale delle colpe e castighi". Questa grazia - spiega don I. Rozycki - "è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest'ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (...). E' essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al rango di "secondo battesimo". E' chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia" (R., p. 25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione - come dice don I. Rozycki - può essere fatta prima (anche qualche giorno). L'importante è non avere alcun peccato.

Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto che "riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia", poiché‚ "in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto" (Q. II, p. 267). Don I. Rozycki scrive che una incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi:

- tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa;

- Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni - sia alle singole persone sia ad intere comunità;

- tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia (R., p. 25-26).

Questa grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia.

Numerosi sono stati gli sforzi di don M. Sopocko affinché‚ questa festa fosse istituita nella Chiesa. Egli non ne ha vissuto però l'introduzione. Dieci anni dopo la sua morte, il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi in Polonia.

Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia - Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l'indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore.

Venerazione dell'immagine di Gesù Misericordioso 

l disegno essenziale di questo quadro è stato mostrato a suor Faustina Kowalska nella visione del 22 febbraio 1931 nella cella del convento di Płock. "La sera, stando nella mia cella - scrive suor Faustina - vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire mentre l'altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido (...) Dopo un istante, Gesù mi disse, Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te" (Q. I, p. 26). Tre anni dopo a Vilnius Gesù ha spiegato il significato dei raggi: "I due raggi rappresentano il Sangue e l'Acqua" (Q. I, p. 132). Non si tratta qui di un qualche effetto artistico, ma di una simbologia del quadro estremamente profonda.

Gesù ha definito un altro particolare di questo quadro, ha detto infatti: "Il Mio sguardo da questa immagine è tale e quale al Mio sguardo dalla croce" (Q. I, p. 140).

"L'Anima che venererà questa immagine non perirà. Le prometto, ancora sulla Terra, la vittoria sui nemici, ma specialmente in punto di morte. Io, il Signore, la proteggerò come Mia Gloria. I raggi del Mio Cuore significano Sangue ed Acqua, e riparano le Anime dall'ira del Padre Mio. Beato chi vive alla loro ombra, poiché non lo raggiungerà la mano della Giustizia Divina. Proteggerò, come una madre protegge il suo bambino, le anime che diffonderanno il culto alla Mia Misericordia, per tutta la loro vita; nell'ora della loro morte, non sarò per loro Giudice ma Salvatore.".

La preghiera di venerazione che Gesù ha dettato è la seguente:

O ACQUA E SANGUE CHE SCATURISCI DAL CUORE DI GESU' COME SORGENTE DI MISERICORDIA PER NOI IO CONFIDO IN TE.

"Io do all'umanità un vaso col quale potrà andare ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia: questo vaso è l'immagine con questa iscrizione: "Gesù, io confido in Te!". Questa immagine deve continuamente ricordare alla povera umanità l'infinita Misericordia di Dio. Chiunque avrà esposta ed onorata, nella sua casa, la Mia Divina Effigie sarà preservato dal castigo. Come gli antichi Ebrei che avevano segnato le loro case con la croce fatta col sangue dell'agnello pasquale furono risparmiati dall'Angelo Sterminatore, così sarà in quei tristi momenti per coloro che mi avranno onorato esponendo la mia immagine."

"Quanto più grande è la miseria degli uomini, tanto maggior diritto hanno alla Mia Misericordia, perché desidero salvarli tutti. Scrivi che prima di venire come Giudice, spalancherò tutta la grande porta della Mia Misericordia. Chi non vuol passare da questa porta, dovrà passare per quella della Mia Giustizia.
La sorgente della Mia Misericordia è stata aperta dal colpo di lancia sulla Croce, per tutte le Anime. Non ne ho esclusa nessuna. L'umanità non troverà né tranquillità né pace finché non si rivolgerà alla Mia Misericordia. Dì all'umanità sofferente che si rifugi nel Mio Cuore Misericordioso, ed Io la ricolmerò di pace."


"Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L'Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa."

Come invocare la Misericordia di Gesù Cristo Gesù, nella Sua infinita Misericordia ha ispirato a Suor Faustina la seguente potentissima preghiera, la Coroncina della Divina Misericordia, che si recita sulla corona del S. Rosario. Gesù ha promesso:
"Concederò grazie senza numero a chi recita questa Corona. Se recitata accanto ad un morente non sarò giusto Giudice, ma Salvatore.".

All'inizio il Segno di Croce : Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

Segue:

Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la Tua Volontà come in celo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non c'indurre in tentazione ma, liberaci del male. Amen

Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te, Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen

Credo in Dio, Padre Onnipotente, Creatore del celo e della terra e in Gesù Cristo suo unico figlio il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto ponzio pilato, fu crocefisso, morì e fu sepolto. Discese agli inferi. Il terzo giorno risuscitò da morte, salì a celo e siede alla destra di Dio Padre Onnipotente, di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi, la Remissione dei peccati, la Resurrezione della carne e la Vita Eterna. Amen

sui grani del Padre Nostro o che sono comunque staccati dalla decina successiva si recita:

Eterno Padre, ti offro il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

sui grandi dell'ave maria si recita per dieci volte consecutivamente:

Per la sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

dopo aver ripetuto la sequenza per 5 volte alla fine si recita per 3 volte consecutivamente:

Dio Santo, Dio Forte, Dio Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero

Si conclude la preghiera facendosi li segno della Croce: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

Le promesse legate alla venerazione dell'immagine.

Gesù ha definito con molta chiarezza tre promesse:

- "L'anima che venererà questa immagine, non perirà" (Q. I, p. 18): cioè ha promesso la salvezza eterna.

- "Prometto pure già su questa terra (...) la vittoria sui nemici" (Q. I, p. 18): si tratta dei nemici della salvezza e del raggiungimento di grandi progressi sulla via della perfezione cristiana.

- "Io stesso la difenderò come Mia propria gloria" nell'ora della morte (Q. I, p. 26): ha cioè promesso la grazia di una morte felice.

La generosità di Gesù non si limita a queste tre grazie particolari. Poiché‚ ha detto: "Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della misericordia" (Q. I, p. 141), non ha posto alcun limite n‚ al campo n‚ alla grandezza di queste grazie e dei benefici terreni, che ci si può aspettare, venerando con incrollabile fiducia l'immagine della Divina Misericordia.

 

 
21/22 Marzo: Ritiro Spirituale a Poggio Bustone

Sabato 21 e Domenica 22 Marzo la Fraternità si è riunita al Santuario di Poggio Bustone per un ritiro Spirituale condotto da Padre Renzo Cocchi O.F.M.

Image


Due giorni veramente freddi per quanto riguarda la temperatura ma intensi e caldissimi dal punto di vista spirituale.
"Sorella Neve" ci ha accompagnato fino a tutta la notte di sabato, "Fratello Sole" ci ha invece svegliato la mattina di domenica accompagnandoci per tutta la giornata con il suo calore.

Partenza da Civita Castellana alle ore 9,00 di Sabato con un tempo incerto, molte nuvole e una temperatura veramente fredda. Per nulla scoraggiati ci siamo avventurati certi che il nostro Padre "Francesco" avrebbe benedetto questo nostro Ritiro Spirituale di preparazione alla Santa Pasqua. 

Siamo arrivati al Santuario di Poggio Bustone attraversando una natura che somiglia ancora a quella che San Francesco vide e amò. Il Santuario è circondato dai boschi e apre lo sguardo su un panorama che ha del mistico: la splendida Riserva dei laghi Lungo e Ripasottile.
Qui il Poverello ebbe la visione che gli confermò il perdono dei peccati giovanili.
Da qui partì la missione di pace dei francescani.

Image 

 Accolti fraternamente dai Padri Francescani che abitano nel Monastero adiacente al Santuario, una volta sistemati i bagagli , percorrendo una stradina nel bosco, un viottolo a spirale che parte dal Tempietto della Pace poco sopra il Santuario, e percorrendolo per circa mezz'ora di cammino,  salendo per circa 600 metri, siamo arrivati al Sacro Speco, luogo in cui San Francesco ricevette il perdono dei peccati.
Questo sentiero è lo stesso che percorreva il Santo nel 1200.
Ogni sguardo è un incontro tra querce secolari e aceri campestri.

Image


Lungo il percorso si incontrano sei edicole erette intorno al 1650 a ricordo dei fatti miracolosi avvenuti in favore di San Francesco a ciascuna delle quali è legato il ricordo di altrettanti episodi che, stando alla tradizione popolare, sarebbero occorsi a Francesco nelle sue continue ascese all'angusto luogo.
La prima ricorda il miracolo del breviario poggiato dal Santo su una pietra, per difenderlo dalla pioggia: la pietra cedette, ricevendo il breviario. Il vuoto è tuttora visibile;
la seconda conserva la forma del cappuccio impressa nello scoglio, mentre il Santo vi si appoggiava. A pochi metri da questa, si indica una pietra, sulla quale sarebbe l'impronta del ginocchio, che l'umile Francesco piegò alla vista di un Angelo;
la terza cappellina ricorda l'impronta sulla pietra del gomito del Santo;
la quarta, ricorda l'apparizione del demonio, il quale lasciò sullo scoglio le sue impronte deformi;
la quinta ha sul sasso l'impronta di un piede del Poverello di Cristo;
la sesta ha l'impronta del piede di un Angelo, apparso al Santo in forma umana.

Non lontano dalla sesta ed ultima cappellina è il Sacro Speco.
Una piccola grotta tra due rocce, luogo di preghiera di San Francesco e della sua piccola comunità francescana.
San Francesco dimorò in questa grotta nell'anno 1209 dove gli apparve l’angelo sotto forma di fanciullo che gli annunziava la Remissione dei peccati e gli fu rivelata l’Espansione dell’ordine.

Image

Sotto l'immane massa rocciosa alta circa cento metri, è la suggestiva chiesetta che, con il suo campanile e la sua absidina, racchiude come in un abbraccio la Grotta delle visioni.
Ai tempi del Santo vi era solo la grotta, ma nei primi anni del 1300 vi si costruì anche la chiesetta ed il campanile che intorno al 1600 fu ingrandita fino ad arrivare alla sua attuale forma.

Image

Il Santuario è costituito da due vani, l'uno all'altro sovrastante; essi risultano scavati nella roccia. Si presentano come due semplicissimi disadorni ma suggestivi ambienti, infinitamente cari a San Francesco.
Quello inferiore non è che una specie di ingresso, da cui una scala tagliata nella parete rocciosa conduce alla vera e propria grotta del Poverello di Dio. L'ambiente è caratterizzato da un altarino trecentesco, al di sopra del quale è un dipinto del secolo XVII, raffigurante l'Angelo che appare a Francesco rassicurandolo della remissione dei peccati.
Rozzi gradini tagliati sempre sulla viva roccia adducono al vano superiore (la costruzione risale al 1634); qui si può ammirare un minuscolo altare con sopra un quadro raffigurante San Francesco orante ed il beato Egidio in riposo.

Image

Nel pomeriggio, alle ore 15,00 ha avuto luogo l'Incontro Spirituale di preparazione alla Santa Pasqua condotto da Padre Renzo Cocchi O.F.M seguito alle 17,00 dalla Santa Messa.  

Image

Alle 19,00 Vespri in comunione con i Padri Francescani del convento e alle ore 21,30 Adorazione Eucaristica. 

Image

Domenica mattina alle 8,00 Lodi in fraternità.  

Image


A seguire visita al Santuario a al Monastero guidata da Padre Marino O.F.M. 
Dopo pranzo partenza per il Santuario Francescano della Foresta.

Image 

 Qui  nel 1225 S. Francesco si recò, sotto la richiesta del cardinale Ugolino, poichè si erano aggravate le sue condizioni di salute ed era necessario un intervento agli occhi. Il Santo decise di fermarsi nella piccola Chiesa di S. Fabiano per riposare e per celarsi ai fedeli. Il luogo è legato a due avvenimenti: il "miracolo dell'uva" (ricordato in un'edicola di fronte al portico della chiesa) e la composizione del "Cantico delle Creature".

Image

Terminata la visita è giunta l'ora del ritorno a casa.

La Fraternità ringrazia il Signore e San Francesco per la protezione e le grazie spirituali ricevute durante questi due giorni indimenticabili.

Clicca qui per vedere le altre foto   
 
Relazione Annuale del Ministro della Fraternitą

Image

  Leggi il documento

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 37 - 40 di 57

Recitiamo il Santo Rosario

LA VITA DI SANTA CHIARA

I nostri Patroni

Santa Elisabetta

SAN LUDOVICO

VATICAN.VA

Monastero. S.Damiano

diocesi civita castel.

www.mariaadrupes.com

www.RadioMaria.org

www.RadioVaticana.org

www.TeleradioPadrePio.it

www.orepod.com

Abbiamo 3 visitatori online
© 2010 O.F.S. San Damiano
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.